Grano, Pane e Pasta

Le estensioni di campi che oggi tappezzano di spighe i dolci rilievi delle colline corleonesi, accompagnando il visitatore che s’addentra nella campagna isolana, danno solo una pallida idea di quel che dovevano essere in epoca romana, quando la Sicilia era il “granaio dell’impero”. Nondimeno, in Sicilia, ed anche a Corleone, è rimasta la cultura agricola antica, e così il grano non ha perso nulla delle sue caratteristiche qualitative, caratterizzando i prodotti derivati, pane e pasta, di un carattere pregno dei colori, degli odori e dei rumori dei campi siciliani.

Il pane è preparato con l’attenzione e la cura che discendono da una tradizione secolare, utilizzando sempre l’ottima farina di semola di grano duro e aggiungendo a essa solo lievito naturale (la lievitazione viene effettuata una o due volte), sale e acqua. Si prepara, da sempre, in fumosi forni di pietra in cui il fuoco è alimentato da fascine odorose di rami di quercia, olivo o alberi da frutto; certe pagnotte dalla spessa scorza scura (almeno 3 mm), cosparsa leggermente di semi di sesamo, che racchiude tanta mollica color crema, soffice e compatta.
Il pane si può avere in diversi formati: ci sono le pagnotte tonde da 1/2 e 1 kg, le pagnotte “pizziate” (l’impasto viene pizzicato prima della cottura, sicché il pane risulta con una caratteristica forma “a pizzi”), anch’esse da 1/2 e 1 kg, il filone liscio da 250 gr a 1 kg e il filone “a scaletta” da 1/4 e 1/2 kg. Un pane celebre che si mantiene per diversi giorni e per molti cittadini vale un’escursione a Corleone seguendo i profumi che si sprigionano dalle panetterie sempre affollate, dove te lo porgono avvolto in grossi fogli di carta bigia che sfrigola fra le mani golose di chi non sa resistere all’assaggio di un boccone caldo di forno. Anche chi apprezza la pasta “di una volta” trova qui i sapori che cerca.

La pasta artigianale di semola di grano duro che dall’aria, dall’acqua, dalle tradizionali trafile prende quel gusto “di casa” che le preparazioni industriali hanno smarrito.

Informazioni

La riserva può essere raggiunta da Palermo attraverso lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento imboccando l’uscita per Bolognetta; quindi seguire le indicazioni per Marineo (SS 118) e procedere in direzione Corleone, subito dopo il lago Scanzano, si arriva al bivio per Ficuzza, svoltare a sinistra per raggiungere il piccolo centro abitato. L’accesso alla riserva è garantito dai numerosi percorsi che si dipartono dai centri di Godrano, Marineo, Corleone, Mezzojuso e Campofelice di Fitalia.