La natura

bosco ficuzza rocca busambra

Le sue innumerevoli peculiarità sotto l’aspetto naturalistico ne fanno una delle più ambite mete turistiche ed escursionistiche.

Lo scenario che si pone davanti al turista che arriva a Ficuzza è incantevole: un nugolo di case attorno al maestoso palazzo che si erge fra il verde intenso del bosco, completato dalla cornice della Rocca Busambra, imponente complesso calcareo dolomitico posto a forma di ventaglio sul lato sud.

Per la sua particolare flora, ricca di migliaia di specie e di tanti endemismi, per l’abbondante presenza di fauna sia stanziale sia migratoria, per i diversi siti storici e archeologici, l’area di Ficuzza viene dichiarata dalla legge n. 98/81 Riserva Naturale Orientata con la dizione “Bosco Ficuzza e Rocca Busambra”.
La riserva si presenta come un mosaico di aspetti vegetazionali naturali, seminaturali ed umano-rurali che vanno dalla macchia foresta mediterranea ai pascoli, dai rimboschimenti alle colture agricole, creando paesaggi di rara bellezza e varietà, e aspetti della biodiversità vegetale e complessità degli ecosistemi di grande valore scientifico.
Ampie radure verdeggianti si aprono nelle valli ammantate di folto bosco e attraversate da piccoli torrenti, caratteristici per la loro copertura vegetale a volta che crea habitat ideali per diversi tipi di uccelli. In tutte le stagioni la visita alla riserva è gradevole ed interessante, perché si ha la possibilità di godere di stupendi panorami somiglianti a tele acquerellate, dai tenui colori primaverili alle tinte forti dell’autunno e al candido bianco della natura coperta di neve.

Le gole del Drago costituiscono un canyon naturale nel territorio di Corleone.
Sono formate dal fiume di Frattina, affluente del Belice Sinistro. Il canyon, una gola stretta, è stato scavato dal fiume che ha attraversato un tratto di terreno di roccia calcarea a forte pendenza. Il fiume ha formato, nel suo percorso, il canyon, cascate e alcuni laghetti.
Lungo la statale che collega Ficuzza con Corleone, a metà strada, dove la Rocca Busambra declina formando un isolato roccione, seguendo la vecchia ferrovia che collegava Palermo a San Carlo (AG), oggi pista ciclabile, si arriva ad un vecchio ponte attraversato dai torrente Frattina che si butta tra le rocce calcaree quasi ad esserne inghiottito. Superato il ponte si scende a sinistra seguendo una vecchia strada che porta giù lungo il versante del torrente. Avvicinandosì al letto del torrente si può notare come questo, attraverso l’azione meccanica dell’acqua e di carsismo, ha solcato nel tempo la roccia formando voragini, mulinelli, e piccole cascate, nei quali l’acqua copiosa prima scompare e poi riaffiora tra i massi e la lussureggiante vegetazione.
Di notevoli dimensioni sono le “marmitte dei Giganti”, buche cilindriche e profonde dove l’acqua assume un andamento vorticoso. Si intravedono i resti di un muro di chiusa del torrente, da dove l’acqua veniva convogliata per alimentare un mulino, di cui oggi si possono vedere solo le tracce.
Vecchi gelsi, aranci, melograni e fichi sono la testimonianza del sito abitativo che qui sorgeva per gestire il mulino.

Nel tratto in cui la pendenza si attenua si sono formate grandi pozze con acqua limpida dove è possibile fare un bagno tra le felci, il capelvenere, salici e olmi ed in compagnia di qualche testuggine, rane e piccoli pesci e variopinte libellule.
Le pareti che chiudono il versante sono ammantate di piante rupestri di grande interesse botanico, l’euforbia legnosa, il cavolo di monte, il garofanino rupestre, il cappero e tante altre; tra gli anfratti della roccia trovano rifugio colombi, taccole, e rapaci come il gheppio e il falco pellegrino.
In escursione si può arrivare fino alla vasca principale dove si può sostare all’ombra dei grandi salici e pioppi.
Da qui il fiume Frattina scende verso il Belice ed assume un andamento meno torrentizio, rivestendosi della tipica vegetazione ripariale.
La visita alle innumerevoli ed interessanti opere storiche-architettoniche di Corleone, può essere completata da una piccola e facile escursione al Parco naturale della cascata delle due rocche e del torrente Corleone, ai margini del paese. Spostandosi a piedi in località S. Elena, uscendo da un labirinto di piccole viuzze, si scende fino ad una chiesetta, dietro la quale si snoda un sentiero che conduce, tra pioppi, salici e olmi alle cascate. Comodamente seduti su antichi massi. squadrati, all’ombra di gelsi, noci e frassini si può osservare il suggestivo spettacolo della cascata.
Il salto d’acqua del torrente ha con la sua azione erosiva formato un’ampia pozza tra le rocce calcarenitiche.

Informazioni

La riserva può essere raggiunta da Palermo attraverso lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento imboccando l’uscita per Bolognetta; quindi seguire le indicazioni per Marineo (SS 118) e procedere in direzione Corleone, subito dopo il lago Scanzano, si arriva al bivio per Ficuzza, svoltare a sinistra per raggiungere il piccolo centro abitato. L’accesso alla riserva è garantito dai numerosi percorsi che si dipartono dai centri di Godrano, Marineo, Corleone, Mezzojuso e Campofelice di Fitalia.